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Offline -kaiser-

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raga bellissimo post

io amo leggere libri ambientati nel medioEvo con grandi battaglie e intrighi spettacolari, e questo scrittore ingelse è savvero bravissimo si chiama Bernard Cornwell

e questa e la mia saga preferita  :yeah:

_Alla ricerca del Santo Graal

   1. L'arciere del re
   2. Il cavaliere nero
   3. La spada e il calice

ora sto leggendo questa qui che è ambientata negli anni 1000 dell'inghiterra

_ Le storie dei re sassoni

   1. L'ultimo re
   2. Un cavaliere e il suo re
   3. I re del Nord
   4. Il filo della spada

credo che sia in prosecuzione  :yeah:


Offline Cekka76

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Comprato questo ovviamente, e visto che lo si ristampa una volta ogni mille anni chi non ce l'ha ed è appassionato del genere lo compri, è un Urania e costa meno di cinque euro! :)



Citazione
Questo mese il dodicesimo numero della collana Epix ci regala un'antologia di racconti del terrore: dagli scrittori del "Circolo Lovecraft", un classico della weird fiction.

IL LIBRO
Prima della notte dei tempi, prima dell'uomo e dei più antichi pianeti, Essi regnavano nel caos: i Grandi Antichi. Divinità mostruose e blasfeme crearono i mondi dall'oscurità e la vita dal sangue, e quando comparve l'uomo lo asservirono ai loro mostruosi progetti... Questo è il Libro delle storie nere per eccellenza, il Libro di sangue: è la rivelazione di Yog-Sothoth, Azathoth e il messaggero Nyarlathotep. Questo è l'incontro con il terrore dell'eternità.

IL CURATORE
Robert M. Price, nato nel 1954, ha riunito in questa antologia i racconti dei più celebri colleghi e contemporanei di Lovecraft. Da Clark Ashton Smith a Henry Kuttner, da Robert E. Howard a Richard Searight, testi inediti o poco conosciuti per offrire una carrellata completa sul mondo ribollente dei Cthulhu/Lovecraft Mythos.

Leggete chi sono gli autori (tra cui l'Howard del fantastico Conan) e capirete che è un'antologia molto carina! ;)
« Ultima modifica: 24/03/10 - 11:16:37 da Cekka76 »
TONNO76 MEMBRO DEI LEGGENDARI QUATTRO IMBECILLI DELL'APOCALISSE

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Offline LucasTrimble

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Interessante e divertente (la sezione sull'ingigantimento e rimpicciolimento di animali e di uomini è spassosa).

Per giustificare scientificamente i poteri di Superman gli sceneggiatori DC hanno fatto una fatica pazzesca...sarà servito?
Ma davvero un'esposizione ai raggi Gamma potrebbe dotarci di muscoli prodigiosi stile Hulk anzichè tremende malattie?
Si può combattere il crimine con gli aggeggi di Batman?
Ma se Atom si miniaturizzasse fino al minimo, potrebbe davvero "spedirsi" a migliaia di km di distanza via telefono? E quale sarebbe il destino del nostro eroe se invece si ingigantisse?
Ma che razza di ragni possiedono davvero le doti di Peter Parker?!?!
...I più popolari eroi dei comics USA finiscono sotto il microscopio dei due autori. Uscirne sani e salvi sarà la loro impresa più difficile!!!!

Vi ricordate la "Teoria dei quadrati e dei cubi" di Galileo? Sapete quali sono le variabili che contano davvero discutendo di alieni e vita extraterrestre? Ha importanza la dimensione di un occhio e di un orecchio per noi umani?
 A parte le digressioni fumettistiche, notevoli le informazioni divulgativamente trasmesse. Solo "AnimeUniversity" mi è piaciuto di più.

P.S.: su Green Lantern però hanno toppato di brutto, evidentemente non lo conoscono granchè bene... ;)

Recensione:
http://www.fumettidicarta.it/Farenheit451/SUPES_VS_NEWTON/Supereroi_e_scienza.htm
http://www.apogeonline.com/libri/88-503-2411-1/scheda


Offline GundamPimaf

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Consiglio un paio di libri per questa estate (io me li sono appena regalati  :-D )



Quando Michelangelo raffigura il Serpente tentatore intrecciato all’Albero della Conoscenza e gli dà fattezze umane, rivela un’inaspettata familiarità con fonti non ortodosse e molto antiche. Perché il disegno ricorda il geroglifico che indica il dio egizio Ptah, composto da due serpenti intrecciati, e molto simile alla doppia elica del DNA.

Sono molti altri gli elementi che, nella Cappella Sistina, rimandano ad antiche conoscenze perdute. E dove, se non nelle più segrete stanze del Vaticano, Michelangelo poteva aver attinto a quei misteri?

Un filo rosso unisce il cuore della cristianità e le piramidi, la Sacra Sindone e Nazca, un filo che conduce alle origini divine dell’uomo.

Adamo, che in ebraico vuol dire “che già esisteva”, riceve dal Creatore il segreto per elevarsi al di sopra delle altre creature. Quale sia quel segreto Zecharia Sitchin lo ha svelato nei suoi studi, e ora ripercorre i luoghi chiave della sua ricerca, dalla Grande Piramide di Giza, dove è stata scoperta l’esistenza di una camera segreta mai svelata prima, alle vette delle Alpi, passando dalla culla dell’antichità, Roma.



http://www.macrolibrarsi.it/libri/__progetto-omega-i-dossier-ufo-del-santo-uffizio.php

L'ipotetico scenario di ciò che accadrebbe alle istituzioni religiose nel caso di un contatto alieno.

La Chiesa da sempre se ne preoccupa e per questo gestisce una Specola per lo studio dei reperti alieni, una cattedra universitaria di ufologia, un radiosservatorio per la ricezione dei messaggi extraterrestri ed un archivio - il più antico al mondo e con tanto di manuale di istruzioni in caso di contatto - per la raccolta di segnalazioni UFO.

A schedare il tutto, la Quarta Sezione del Sant'Uffizio, presieduta dal cardinal Ratzinger, oggi papa.

In questo libro troverete quella documentazione raccolta nei secoli.

Ma soprattutto scoprirete che cosa farà la Chesa qualora un contatto pubblico dovesse realmente verificarsi.


Ed ancora . . . a fine luglio esce l'ultimo di Sitchin . . .

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__quando-i-giganti-abitavano-la-terra.php
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Offline aranbenjo

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Proprio ieri ne parlavano a Mistero...
Non c'è nessuna firma! Capittooooohh!?


Offline GundamPimaf

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Proprio ieri ne parlavano a Mistero...

Ho visto! Ed in una inquadratura del tavolino in casa di Sitchin tra le copie inglesi dello scrittore si notava anche una copia italiana de "L'Ultima Profezia" molto probabilmente portato dalla giornalista che l'ha intervistato . . . che grande Sitchin, l'unica volta che è venuto in Italia è stato nel 2000 per un convegno ufologico mi pare a Firenze ma se torna sono pronto a fare migliaia di chilometri anche solo per stringergli la mano.
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Offline Cekka76

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Bella notizia! Mi sciropperò l'ennesimo titolo di Sitchin con grande piacere! :D
TONNO76 MEMBRO DEI LEGGENDARI QUATTRO IMBECILLI DELL'APOCALISSE

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Offline edward_mass

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quello nuovo me lo cucco anche io


Offline actarus

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finita la trilogia di cornwell (quella della ricerca del Graal citata da kaiserino), letto l'ultimo di Faletti, mi dedico ora a letture fantasy (genere che letteralmente adoro)...

Actarus ogni volta che si lancia nell'abitacolo di Goldrake: "Goldreeeeeeeeeeeeiiiiiiiiiiiiiik - fiuuuu - anche stavolta è andata bene, ho centrato il seggiolino dei comandi...devo ricordarmi di parlare col dottor Procton"


Offline jan_valek

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consiglio un libro, anzi 2 anche io


di Neil Gaiman e Terry Pratchett

romanzo, 382 pag. - 16,00 euro - Mondadori (Collana Strade Blu) , 2007

di Orlando Furioso

"Le forze oscure sono sempre là fuori. Sono dappertutto.
Due di quelle forze tramavano nell'ombra del cimitero in rovina. Due sagome scure, una curva e tozza, l'altra slanciata e minacciosa, entrambe eccellenti nell'arte di tramare nell'ombra. Se esistesse un disco di Bruce Springsteen intitolato Nato per tramare nell'ombra, loro sarebbero sulla copertina."
(N. Gaiman - T. Pratchett 'Buona Apocalisse a tutti!')

Colgo l'occasione per chiedermi: ma come diavolo si scriverà un romanzo in due?!
Capisco un saggio, uno studio... ma un romanzo? Un capitolo per uno? Uno ha le idee, l'altro le scrive? In attesa di ricevere risposta a questo dubbio e dato che - colpevolmente - non conosco ancora i lavori solisti di Terry Pratchett (che comunque gedo mi ha caldamente consigliato, e seguirò il suo consiglio), farò finta che questo sia un libro di Neil Gaiman.

Per forza! Come potrei altrimenti sentenziare: "Eh, in quel periodo sì che il buon vecchio Neil aveva ancora tutto il suo tocco magico...".

Una scrittura così divertente, frizzante e felice che ti culla e ti coccola, facendoti sentire un Lettore Importante e che ti provoca un sorriso e una gustosa risatina interiore ogni 45 secondi e mezzo... Tutto che va a colmare di soddisfazioni il cestino delle spese-ben-fatte, dei soldi-ben-spesi.

La storia, divertentissima (aggettivo davvero mai abusato quando si parla di questo libro), pare scriversi da sola e i personaggi, per quanto ovviamente esasperati e tutto sommato sfacciatamente archetipici, sprizzano simpatia da tutti i loro pori cartacei. Ci troviamo davanti alla tipica mitologia gaimaniana, solo più comica, grassa e dolce, senza troppe pretenziosità 'dark', anche questa volta perfettamente riuscita, trascinante.

L'idea base della storia parte dall'assunto tipico di tutte le storie: Bene contro Male, proprio nel senso di Lotta Finale, Armageddon, esercito angelico vs armate diaboliche.
Al centro di tutto ci sono un libro di profezie (le "Good Omens" del titolo originale) 'belle e accurate', un particolarissimo Anticristo, un demone e un angelo - Crowley e Azraphel - entrambi molto poco ortodossi e dannatamente - e angelicamente - simpatici, il più sgangherato esercito di Cacciatori di Streghe della storia umana e tanti altri personaggi vivaci e divertenti.
La trama, a parte qualche raro punto un po' farraginoso, scivola via che è un piacere. Questo è il tipico libro che una volta iniziato non si vede l'ora di finire; puro intrattenimento, ma intelligente e accidenti quanto piacevole!

In sostanza: l'intero Creato è agli sgoccioli, manca davvero pochissimo alla Resa dei Conti, all'Armageddon finale. Il risultato dello scontro, però, è tutt'altro che scontato; ciascuna delle due fazioni, al di là della propaganda ultramillenaria tramite la quale una delle due parti ha cercato di intimidire l'Avversario, non è proprio detto che la vittoria della Parte Alta sia lì a portata di mano.
Inoltre l'Anticristo potrebbe riservare notevoli e inaspettate sorprese.
Il demone Crowley e l'angelo Azraphel, i veri protagonisti del romanzo, faranno tutto quanto è in loro potere per salvare il salvabile, cacciandosi in guai davvero cosmici e sperimentando la paura...

Le recensioni di 'American Gods' e soprattutto de 'I Ragazzi di Anansi' temo che sarebbero state un po' diverse, se questo "Buona Apocalisse a tutti!" fosse uscito anche in Italia in tempo reale, cioè più di quindici anni fa... Il confronto sarebbe stato a sfavore dei suoi romanzi successivi, gradevolissimi per carità!, ma purtroppo lontani dalla vivacità, dalla non-pretenziosità e dalla geniale ironia (quasi comicità) che pervadono irrinuciabilmente questo lavoro in coppia con Pratchett.

...che il merito maggiore per la riuscita di "Buona Apocalisse a tutti!" sia proprio di Terry Pratchett?...

e

sempre delo stesso autore




Autore: Neil Gaiman
Titolo originale: Neverwhere
Anno: 1996, 2000 per Fanucci editore
Traduzione: Elisa Villa
Editore: Fanucci






di Nick Truth



Premessa:

Prima di essere un romanzo, Nessun Dove è una serie tv sceneggiata da Neil Gaiman, andata in onda sulla BBC nel 1996.
È da questa miniserie fantasy che nasce il romanzo, e dopo il romanzo viene il fumetto, sceneggiato da Mike Carey e disegnato da Glenn Fabry, edito in Italia da Planeta DeAgostini.

Nessun Dove (Neverwhere) è dunque una storia trasposta in più linguaggi, ma in questo articolo si parlerà esclusivamente del romanzo.
E come prima considerazione bisogna dire che si tratta di un romanzo, come afferma Neil Gaiman stesso, “scritto al contrario”.
Il che non gli impedisce di essere un bellissimo libro.


The next station is London Below


Quello che mi stupisce, quando mi trovo davanti a Neil Gaiman, è il modo in cui un’idea in fin dei conti banale diventa qualcosa di unico e irripetibile. L’idea di base si amplia, la storia raccontata scava nei particolari per trovarne la magia, il dettaglio amplifica il senso trasformando quello che all’apparenza sembra un cliché in una favola onirica e incantata, una finzione che ha il sapore della realtà.
Nessun Dove non fa differenza. Basta schematizzare la trama per rendersi conto che siamo di fronte a qualcosa di già visto, ad un concetto sfruttato fino alla nausea: un uomo che compie un viaggio attraverso un altro mondo.
Questa storia contiene tutti gli elementi caratteristici delle fiabe: abbiamo l’eroe, l’antagonista, l’aiutante, il falso eroe e la principessa. Perfino le funzioni non mancano: prove, inganni, e oggetti magici fanno parte di questo romanzo. Il suo schema non è diverso da quello di una fiaba tradizionale.
Già, una fiaba come tante, ma come in ogni fiaba sono i dettagli a fare la differenza.


Tutto cambia, infatti, se dico che il mondo magico è Londra, una Londra fantastica e sporca che vive contemporaneamente alla Londra conosciuta da noi: una Londra di sotto (Londra Sotto appunto) abitata da tutte quelle persone che sono scivolate nelle fenditure. Cambia, se la principessa in questione è una ragazza sporca, che si chiama Porta (Door), che indossa una giacca di pelle troppo larga e una serie di vesti cenciose una sopra l’altra (ma da cui sbucano pizzi e altri tessuti regali), e se l’aiutante è un incredibile, indimenticabile, imbroglione bastardo e figlio di puttana chiamato Marchese de Carabas.
E l’eroe?
L’eroe è un comune individuo: un uomo che ha una fidanzata rompiscatole e un lavoro noioso, che colleziona troll di plastica e si dimentica di prenotare il ristorante per la cena più importante della sua vita (a detta della fidanzata).
Richard non sembra essere nato per fare l’eroe, e non aveva alcuna intenzione di diventarlo. Richard ha avuto l’unica colpa di aiutare una ragazza ferita che nessuno sembrava o voleva vedere.
È così che ha inizio questa avventura: una fiaba cruda e metropolitana che parla di ratti, mendicanti, corti sui vagoni dei treni, lupi famelici e astute volpi, angeli e porte. Una fiaba indimenticabile che è pure viaggio verso una Londra immaginaria ma reale e, forse, non meno assurda della Londra vera, la Londra che vive sotto il cielo grigio e azzurro, la Londra di sopra.

Nelle fiabe, talvolta, ci troviamo di fronte a parole che sembrano insensate ma che sono in realtà parole magiche. Con Neil Gaiman accade qualcosa di simile.
In Nessun Dove (come in altre sue opere) i nomi rivestono un’importanza fondamentale: i nomi, con Gaiman, significano. Le parole sono esplorate a fondo, esplorate nei loro significati, talvolta rovesciati, e diventano il primo strumento del mago che produce un incantesimo.
Non a caso la protagonista si chiama Porta, lei è un’apritrice, la sua mano è capace di aprire qualunque serratura, ogni passaggio, di aprire perfino un forziere dal meccanismo bloccato. Ed è lei che conduce Richard nel mondo di sotto perché incontrando lei, Richard ha incontrato una porta, e ha scelto di aprirla.
Ma ciò che stupisce maggiormente è quello che accade ai nomi di Londra.

La Londra di sotto è composta dagli stessi luoghi di cui è composta la Londra di sopra, ma con una differenza fondamentale: i nomi in questo luogo magico restituiscono e conservano il loro significato. I nomi sono, semplicemente, se stessi, e ciò che identificano aderisce al loro significato letterale.
Così Earl’s Court (la corte del conte) è una curiosa corte dentro un treno della metropolitana, dove c’è un uno strano ma autentico conte e perfino un giullare. Blackfriars è un luogo misterioso custodito dai frati neri, Islington Angel è un angelo vero e proprio, e, con un sottile e ironico gioco di grafia Knightsbridge diventa Night’s Bridge, il ponte dove la notte prende vita e pretende un tributo per il pedaggio.
In questa Londra fiabesca e assurda il pericolo è palpabile e sempre in agguato, come spiega perfettamente il marchese de Carabas a Richard:

    Se riesci a sopravvivere per i prossimi due o tre giorni, forse puoi anche riuscire a farcela per un mese intero

E dopo mezzora, riferendosi allo stesso:

    E comunque a quest’ora sarà già morto

Questa Londra non è fatta per chi viene da sopra, per chi è abituato alla sicurezza delle proprie case e del proprio ufficio. Le sue strade sono fognature e tunnel della metropolitana, sono luoghi dimenticati dalla realtà, dove i topi parlano e hanno un prestigio maggiore degli esseri umani che li servono: una tribù di persone sporche e puzzolenti chiamate Parla-coi-Ratti. È il luogo dove tutte quelle cose che all’orecchio del londinese suonano normali e svuotate del loro senso diventano reali grida d’allarme e di pericolo, come il “Mind the gap” (attenzione agli spazi vuoti) che viene ripetuto nelle metropolitane londinesi fino a diventare quasi una cantilena senza senso, in questo libro diventa un importante avviso di pericolo, perché tra gli spazi vuoti vive un mostro ansioso di divorare chiunque sia così incauto e disattento da avvicinare troppo il piede al suo covo.


Soltanto una cosa è stabile e sicura in questo luogo che somiglia ad un girone infernale: il mercato fluttuante, protetto dal misterioso Armistizio che vincola tutti. Essendo fluttuante, cambia ubicazione ogni qual volta lo si tiene, e l’ironia di Gaiman (o forse della storia in se) colloca il primo mercato che Richard visita all’interno del grande magazzino Harrods.
La Mecca del lusso viene “profanata” da una serie di bancarelle cenciose dove si scambia di tutto, in cui perfino un vecchio fazzoletto usato può valere informazioni preziose.
E non è esattamente la realtà questa? Nelle fenditure qual è la differenza tra l’Harrods di Londra sopra, e lo sporco, caotico, mercato fluttuante di Londra Sotto?

Più si avanza nella lettura, e più questa Londra sembra quella autentica, e l'altra la fasulla. È come il retro di una maschera, dove la parte interna, quella che si poggia sul viso, è la parte reale, la più importante, senza la quale non potrebbe aderire alla faccia. E sotto alla maschera troviamo il volto vero.
Ci deve essere una fenditura, uno spiraglio per far entrare e uscire l’aria in ogni maschera che nasce per essere indossata. E guardando attraverso lo spiraglio si scorge la verità, quello che viene nascosto.
Così è Londra sotto, ed è il romanzo stesso ad illustrarlo:

    Nella gente che lo circondava c’era qualcosa di profondamente tribale, decise Richard. Cercò di individuare i diversi gruppi: c’erano quelli che parevano scappati da una recita in costume; quelli che gli ricordavano gli hippy; gli albini con abiti grigi e occhiali scuri; quelli raffinati e pericolosi, in completo elegante e guanti neri; le donne gigantesche e praticamente identiche che si aggiravano in gruppetti di due o tre e incontrandosi facevano un cenno d’intesa; quelli dai capelli arruffati che dall’aspetto sembravano proprio vivere nelle fogne e che puzzavano in maniera terribile, e centinaia di altri…
    Si chiese come la Londra normale — la sua Londra — sarebbe apparsa ad un alieno. E il pensiero lo rese spavaldo.


Questa descrizione non è lontana da quella di una metropoli. Se riuscissimo a vedere Londra con gli occhi di un alieno forse avremmo le medesime impressioni. Ma tra questa Londra e la Londra di sopra c’è una differenza fondamentale: la sotterranea non dimentica.

Tutti i sogni della millenaria città si sono condensati in questo labirintico luogo di romanzo, tutto ciò che è stato rimosso, le cose scomode, le persone scomode, sono precipitate nelle fenditure e hanno creato Londra sotto. Come la vecchia metropolitana del British Museum, chiusa nel 1933 e sparita dalla memoria, è scivolata nelle fenditure, ed è diventata un luogo di Londra sotto, e al suo interno possiamo sentire ancora il rumore dei treni in lontanza e osservare i cartelloni pubblicitari degli anni 30.
Londra sotto è il luogo dei ricordi dimenticati.
Di più: Londra sotto digerisce i ricordi, sogni e realtà, e li trasforma in qualcos’altro:

    Per le città, come per le persone, […] le condizioni dell’intestino sono della massima importanza.



Dice il romanzo. Ed è assolutamente vero.




Londra Sotto, fatta di vecchie fognature e tunnel della metropolitana è abitata da un popolo numeroso, vario e strano. C’è gente di tutti i tipi, ci sono quelli che vivono nelle fogne, c’è chi parla coi topi, chi parla con gli uccelli e vive nei tetti, ci sono guardie del corpo, ci sono ladri e imbroglioni, vecchie matrone pericolose e bellissime vampire. Le persone sembrano sgorgare dall’unione caotica di tutte le fiabe del mondo.
Tutti quanti però sembrano dei mendicanti, e non importa se siano dei nobili o vagabondi.
È interessante a questo proposito sapere che l’idea da cui è partito questo romanzo era di creare una serie tv che parlasse dei gruppi di barboni londinesi.
In qualche modo Nessun Dove non si discosta troppo da questa idea: la gente del mondo di sotto non è più visibile a chi abita sopra di quanto lo sia il ragazzo che suona la chitarra e chiede l’elemosina sul marciapiede.

I nostri protagonisti non sono meno strani.
La ragazza, Porta, la magica apritrice, avanza risoluta tra queste strade in cerca di una risposta, ha del coraggio, ha della regalità nonostante la giacca di pelle troppo larga e le mani sporche. Buona e con un senso di giustizia molto forte, la sua carica di vita esplode sul lettore nel momento in cui la guardiamo ingozzarsi di curry e ballare ubriaca all’uscita dal British Museum.
Il Marchese De Carabas è ingegno e imbroglio, è beffardo, è ironia allo stato puro. È un personaggio che Neil Gaiman sa realizzare bene, questo del “simpatico bastardo”, ed è un personaggio a cui è impossibile resistere. Eppure, pur di restituire un favore quest’uomo è in grado di spingersi al di là del luogo in cui chiunque altro accetterebbe di andare. Non è il classico eroe che è disposto a sacrificare la sua vita. Il marchese sa letteralmente oltrepassare questo concetto.

Un analisi a se meriterebbero i due “cattivi” del romanzo: Mister Croup e Mister Vandemar. Cosa siano non ci è dato saperlo, se siano demoni, o qualcosa di simile. Forse sono semplicemente la volpe e il lupo, astuto e dalla lingua lunga il primo, famelico e selvaggio il secondo. Il loro dialogo assurdo e feroce è uno degli elementi che danno al romanzo quel sapore così particolare, il sapore del contrasto, del paradosso. I loro gesti sono terribili, sono l’essenza stessa della violenza e dell’omicidio, ma sembrano compiuti da due macchiette comiche. Due macchiette comiche, si, ma terribilmente serie, che nel momento stesso in cui strappano ben più di un sorriso al lettore gli fanno contemporaneamente accapponare la pelle.

Islington è essenzialmente un angelo. Per essere un angelo però, anche per essere il tipo di angelo che è, bisogna ammettere che è forse il più folle, per non dire psicopatico che abbia mai incontrato in un libro stampato.

Richard è il nostro protagonista, il punto di vista principale. È ben di più ovviamente, è soprattutto un eroe. È un ragazzo normale, e questo lo rende speciale. Non si comporta in maniera troppo dissimile da come mi comporterei io nella sua situazione: comincerei col piangere e la finirei con l’urlare. E con un po’ di buona fortuna (con la fortuna che hanno i protagonisti dei romanzi) forse supererei tutte le prove con goffaggine, ma ne esulterei fino alla nausea, e pregherei in tutti i momenti di poter tornare a casa.

Ma tornare a casa non si può.

Se Londra Sotto è il viso che si nasconde dietro la Londra reale, è mai possibile riemergere?
Una volta che la maschera è stata tolta, si può osservarla ancora senza vedere il viso che nasconde?
È come precipitare in una menzogna, ma dalla menzogna la realtà appare più nitida che mai. Se nella menzogna la realtà è nitida, siamo certi che sia quella la menzogna?
Non si può tornare indietro.

È questo forse il maggior pregio di questo romanzo, che è soprattutto una storia fantastica e divertente che si fa leggere d’un fiato: l’aver saputo, con grande fantasia e abilità, svelare la realtà con una fiaba.
La verità è rivelata, ma è anche tramutata.
Con Nessun dove Londra non è più la stessa: con Nessun dove Londra recupera se stessa.

 




Offline bossrobot

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Presi "Lo hobbit" e "Le avventure di Tom Bombardil" di Tolkien!!!!! M'immergerò nei verdi paesaggi della Contea!!!
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Offline edward_mass

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io sto leggendo questo



l'ultimo romanzo delle Cronache dei Vampiri... l'ultima avventura di Lestat prima che Anne Rice chiudesse e si mettesse a scrivere romanzi su Gesù (no comment... anzi si... :eddy:)


Offline grendizer

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sto leggendo "Crime" di Irvine Welsh.

Bello crudo e violento come sa essere Welsh
L’universo è la mia casa…
la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca e mi invita a vivere senza catene…
la mia bandiera è un simbolo di libertà


Offline jan_valek

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mi sto ributtando sul mondo disco di terry pratchett...consiglio a tutti la bussola d'oro


Offline actarus

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finita la fase vacanziera, mi ributto su qualcosa di impegnato...i peanuts...ora che sono con gli sconti...

Actarus ogni volta che si lancia nell'abitacolo di Goldrake: "Goldreeeeeeeeeeeeiiiiiiiiiiiiiik - fiuuuu - anche stavolta è andata bene, ho centrato il seggiolino dei comandi...devo ricordarmi di parlare col dottor Procton"


 


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